martedì 6 luglio 2010

ugl inquinamento

LIDAR >>> >>> LIDAR ATLAS >>>
COLAPSE >>> Why do systems collapse? COLLAPSE (suddenly falling down), a new work by acclaimed choreographer and theater artist Della Davidson, explores the breakdown of social orders and ecosystems in a production including dance, spoken word, and 3D computer-generated images that patrons may view using polarized 3-D glasses.

Featuring Sideshow Physical Theatre, the resident professional company of the Robert and Margrit Mondavi Center for the Performing Arts and the UC Davis Department of Theatre and Dance, COLLAPSE was first presented in a series of performances in the Mondavi Center's Studio Theatre in October and November 2007.

This channel shows clips from the 2007 performance.
ART AND SCIENCE LAB >>>
DISPER >>> programma che si interfaccia con google map, excel, sistemi gis, autocad
FOG SCREEN >>>
RISPARMIO ENERGETICO EPR EDIFICI ESISTENTI >>>

sistema di orientamento uccelli >>> + magnetismo >>>
bussola >>> bussola solare e meridiana >>> spettacolarità invenzione bussola e magnetismo L'invenzione della bussola si attribuisce ai cinesi e ai vichinghi. Essi scoprirono il campo magnetico terrestre che veniva usato come forma di spettacolo: Es. venivano lanciate casualmente delle frecce magnetizzate, come si fa con i dadi, e "magicamente" queste si allineavano verso il nord, impressionando gli spettatori.
campo geomagnetico >>>
polo nord geografico e magnetico >>>
swarm intelligence >>
pigeon blog >>>
magnetismo terrestre e clima >>> >>>
Infine anche il magnetismo terrestre influenza il clima. Infatti esso durante periodi lunghissimi si affievolisce e si porta dal polo nord magnetico (ricordiamo che il polo magnetico si differenzia per qualche chilometro dal polo geografico) al polo sud magnetico ricominciando ad aumentare di intensità e così via. Attualmente il campo magnetico si sta' affievolendo favorendo il raffreddamento della Terra. Infatti il campo magnetico fa da scudo ai raggi cosmici. Se esso manca, i raggi cosmici possono penetrare nell'atmosfera aumentando la produzione di ossidi di azoto che farebbero diminuire la quantità di calore solare.
sciami d'api monitoraggio inquinamento atmosferico >>>

THE CLOUD


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LOGO CAAD 2010

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martedì 15 giugno 2010

STALKER_Esodo 07_Città Tuscolana

Domenica 20 giugno ultimo esodo nella città Tuscolana, che tocca tangenzialmente la nostra Urban Green Line
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domenica 13 giugno 2010

urban green line

URBAN GREEN LINE
AREA 19
L'area è un crocevia di importanti assi viari: Via Tuscolana, consolare tra le più densamente abitate di Roma, che si immette nell'incrocio con due carregiate a quattro corsie ciascuna e un filare alberato centrale, Via dell'Arco di Travertino, che, con la stessa conformazione della Via Tuscolana, connette dorsalmente quest'ultima alla Via Appia Nuova e al Parco della Caffarella, e infine la Via di Porta Furba, antico tracciato romano che ha conservato l'esiguo ingombro originario.
Morfologicamente l'incrocio risulta omogeneo su tre bracci. Dal punto di vista funzionale, se Via di Porta Furba funge quasi da strada principale di quartiere (Tor Pignattara), le altre due hanno un respiro più ampio. Via Tuscolana è un asse urbano eterogeneo, che nei pressi dell'incrocio si rarefa ospitando ai quattro angoli un centro sportivo, un supermercato, un benzinaio e un piccolo esercizio commerciale. Della Via dell'Arco di Travertino si servono invece soprattutto edifici a carattere terziario e grandi impianti.




LA CRISI_UN INCROCIO DI MACCHINE E NON DI PERSONE

LE MACCHINE_
secondo incrocio nodale per raggiungere Via Appia Nuova e Via Casilina
RESTRINGIMENTO DI VIA DI PORTA FURBA
Il principale problema dell'incrocio è il restringimento improvviso di Via di Porta Furba, che non è in grado di sostenere il flusso di utenza. A questa disomogeneità è dovuto il continuo imbottigliamento dell'incrocio.
AUTO-ORGANIZAZIONE DEL TRAFFICO
Nei momenti di maggior traffico, le macchine danno inizio ad una vera e propria autogestione dell'incrocio. L'occupazione del centro dell'incrocio supera sempre il tempo consentito. Ignorati completamente i semafori, i sensi vietati e le precedenze, ogni conducente intesse con il resto dei veicoli un tacito schema alternativo, ogni volta diverso.

LE PERSONE_nessun elemento interesse per un pedone
I MARCIAPIEDI
I marciapiedi su Via di Porta Furba sono inesistenti, con evidente pericolo per i pedoni, proprio la dove sarebbe più piacevole prevedere dei percorsi ciclo-pedonali.

RUMORE
Il rumore è diffuso e generalizzato in tutto l'incrocio, ma diventa più sgradevole nel marciapiede intermedio tra le carreggiate di Via Tuscolana e Via dell'Arco di Travertino.



LE POTENZIALITA'

IL RUOLO GEOGRAFICO
L'incrocio lavora lungo la Via Tuscolana in stretta connessione con l'incrocio adiacente, quello tra Via Tuscolana, Viale Furio Camillo e Via Nocera Umbra (A 6), al quale può essere assimilato, sia a livello di organizzazione della città esistente, sia a quello che attiene più specificatamente alla Urban Green Line. Due punti nodali che si attivizzano in quanto porte di accesso alla città, per chi arriva dalla Via Tuscolana. Inoltre il tratto di Via Tuscolana può essere assimilato al sistema di passaggi pedonali e ferroviari già esistenti, cioè l'Acquedotto dell'Acqua Felice e la Ferrovia.

MICROINFILTRAZIONI UMANE
Pur non essendo l'incrocio di alcun interesse per i pedoni, è proprio il traffico a creare l'occasione per le persone di appropriarsi di questo spazio. Lo spazio dell'attesa in coda viene occupato capillarmente da venditori di giornali e giocolieri che percepiscono una certa porosità di questo spazio.
MODERNITA' CRISI E INFORMATION TECHNOLOGY

IL PORTALE
L'incrocio si configura come un punto nodale. Una porta d'ingresso alla città ma anche un punto denso della Urban Green Line. In una società in cui la fruizione di informazioni è multidirezionale, ramificata e stratificata, e passa attraverso Internet pensare la Urban Green Line come un canale wireless in cui veicolano informazioni, e l'incrocio come un portale, una homepage interattiva, una finestra sempre mutevole e aggiornabile in cui ricevere ma anche immettere informazioni, è guardare alla città come ad una rete. Un'interfaccia insomma, sempre linkata alle fermate, con cui instraurare una comunicazione continua in entrata e in uscita.

UN TUNNEL VIRTUALE
L'area ha indubbiamente una caratterizzazione infrastrutturale molto ben definita. Immaginando infatti lo scenario complessivo del percorso del tram all'interno della Urban Green Line, l'incrocio verrà attraversato nel sottosuolo da un tunnel tranviario, per risolvere il problema di ristringimento della carreggiata in Via di Porta Furba. E' anche stato riscontrato un ingente problema di regolazione del traffico che condiziona in modo assoluto la zona. Perchè allora non immaginare un tunnel virtuale, che sia allo stesso tempo proiezione immaginaria del reale tunnel sotterraneo e reificazione di un canale informativo che si attivizza al passaggio del tram. Il tunnel sarà un supporto per una interattività proiettiva grazie alla quale si potranno visualizzare le informazioni, alcune fisse e alcune invece liberamente selezionate dagli utenti tramite un database. Tutti gli utenti potranno poi immettere a loro volta informazioni che entreranno a far parte di una condivisione ampliabile nel tempo e visualizzabile. Ma se questa cominicazione potrà avvenire in modalità simili con appositi dispositivi in ogni fermata, nell'incrocio anche le macchine potranno fruire di questo sistema, avendo anticipazioni sulla viabilità, sul traffico....

IL SISTEMA
Un tunnel di laser di diversi colori su cui proiettare le informazioni scelte dagli utenti in attesa, o tramite i propri dispositivi (i-phone, pc) o tramite delle paline sui marciapiedi. Questa interattività proiettiva potrebbe anche simulare, come sfondo, alcune condizioni presenti dell' Urban Green Line (paesaggi, persone in attesa....) o prefigurare alcuni scenari di sviluppo della città. Il sistema laser sarebbe un efficace sistema inltre di regolazione del traffico.

IL LASER
Il semaforo laser >>>

La Tunnel Boring Machine >>>
La Tunnel Boring Machine è una complessa macchina che scava il terreno sotto la guida di un laser. Questo laser controlla l'esattezza della curva della galleria

























THE ADAPTABLE BUS STOP



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lunedì 31 maggio 2010

PERPETRAM

LA CRISI_IMMOBILISMO DELLA CITTA' STORICA E SPAZIO METAFORICO

Roma, città stratificata che per conservarsi nella crisi del tempo progetta il minimo intervento su se stessa, aspira ad uno spazio sempre più metaforico e sempre meno fisico. Mentre la speculazione edilizia consuma un territorio che va scomparendo, la città storica di difende dall'architettura contemporanea dietro alle ragioni della appropriatezza dell'intervento al contesto storico e urbano. Ma se in un orizzonte tradizionale questo atteggiamento scivola facilmente verso un immobilismo che rifiuta soprattutto l'ingombro fisico del nuovo, quale luogo migliore per oltrepassare questa dimensione e progettare una città dell'informazione, che non occupa ne spazio ne tempo.
vai al video del Luxometro >>>


PERPETRAM_LO SPAZIO RIPARAMETRIZZATO_I PROGETTI DELLA MODIFICAZIONE

Il tram come un corridoio urbano a moto perpetuo in grado di autoalimentarsi attraverso la tecnologia piezoelettrica. Un livello di fondo continuo, profondo ma etereo, veicolo di sistemi multistrato che ne moltiplichino il significato. In una città che funziona come una griglia cartesiana, il percorso apparentemente chiuso e statico del tram si comporta con una nuova logica parametrica. E' possibile cioè immaginarlo come uno spazio monodimensionale, una curva parametrizzata che si fa essa stessa sistema di riferimento, in cui il punto non è descritto dal sistema globale, ma in relazione al suo movimento. Ora, in questa griglia, le fermate dell'autobus non sarebbero che punti descritti da coppie di coordinate cartesiane, nei quali il tram è costretto a fermarsi. Ed è qui che i sistemi si contraddicono. Ma se ci si spostasse all'interno del sistema-curva-tram? Se le fermate fossero punti che si muovono con il sistema? Fermate mobili che trasformano l'intero percorso in una continua fermata e in un' unico viaggio insieme? Il tram quasi come un grande nastro trasportatore di persone, altri mezzi di trasporto, e delle sue fermate stesse.
vai al video del trano Pechino-Guangzhou >>>





URBAN GREEN LINE
Ugl A20 >>>

ISPIRAZIONE :-)
vai la video >>>

vai al video piezo tram >>>

vai alla pagina piezosound >>>

vai alla pagina dei semafori >>>

mercoledì 19 maggio 2010

SpringThing Applet

uno strumento molto divertente
vai al sito>>>






mercoledì 5 maggio 2010

SECONDA GRAFICIZZAZIONE

La selezione naturale presuppone un sistema chiuso, che seleziona gli esseri per uguaglianza a se stesso.
In natura esistono animali, di solito parassiti, che si sono adattati a vivere su altri animali, in un rapporto di simbiosi. I parassiti vengono in questo modo trasportati nell'ambiente per potersi riprodurre.
Si tratta di un sistema chiuso che fa da supporto ad un sistema aperto e mobile, multistrato.
Il tram circolare, sarebbe il supporto fisso e statico su cui si innescano moduli mobili che in parte ne seguono il percorso, in parte no.

PRIMA GRAFICIZZAZIONE

Si tratta del tentativo, partendo da uno script trovato, di pensare ad un sistema che, avvolgendosi su se stesso, sfrutti l'energia prodotta dal movimento di persone, macchine e tram stesso, in energia motrice.











Si tratta del tentativo, partendo da uno script trovato, di pensare ad un sistema che, avvolgendosi su se stesso, sfrutti l'energia prodotta dal movimento di persone, macchine e tram stesso, in energia motrice.

Cina, un treno che non ferma mai Così i passeggeri saliranno al volo

Treni che non fermano mai, con passeggeri che salgono e scendono "al volo", grazie a un modulo che carica i partenti in stazione, scorre sopra al treno che lo raccoglie in corsa, mentre un altro modulo fa altrettanto con i viaggiatori da "sbarcare". L'idea arriva dalla Cina, e per ora è soltanto un progetto, affascinante. Un treno che ferma in 30 stazioni, con una sosta media di 5 minuti, perde due ore e mezza di tempo utile per il viaggio. Ma diluire la sosta non si può, troppo grande il rischio di causare disagi enormi ai passeggeri. Questo devono aver pensato gli ingegneri al lavoro sulla linea Pechino-Guangzhou (circa 2000 chilometri di ferrovia), che stanno pensando di eliminare totalmente le fermate. Niente paura, non si viene lanciati a terra dal treno in corsa, il sistema è molto più sofisticato e... "intelligente". Ecco come funziona .

Salire a bordo. I passeggeri in partenza salgono su un modulo fermo in stazione. Quando il treno passa, rallenta quel tanto che basta a permettere a questo vagone di agganciarsi sul tetto del treno stesso. A questo punto i passeggeri scendono dal modulo ed entrano nel treno, che non ha mai fermato la sua corsa. Dopodiché il vagone -connettore "scivola" verso la fine del treno, dove è pronto a imbarcare chi dovrà scendere alla stazione successiva.

Scendere dal treno. Prima di arrivare alla stazione di destinazione i viaggiatori vengono fatti salire sul modulo mobile, sopra all'ultimo vagone di coda. Arrivati alla meta, questo si sgancia, e i passeggeri possono scendere con tutta calma. Intanto il treno è pronto ad agganciare un nuovo modulo carico di viaggiatori in partenza, come illustrato dal video. Al momento si tratta di un progetto che, se diventerà realtà, potrà rivoluzionare i trasporti su rotaia, riducendo tempi di percorrenza e ritardi. La Cina ha fretta.
vai all'articolo su Repubblica.it >>>

sabato 24 aprile 2010

CI SIAMO


Semplicemente sbalorditivo e di infinita potenzialità >>>


mercoledì 21 aprile 2010

martedì 23 marzo 2010

COMPOSITION_NON-COMPOSITION


JACQUES LUCAN, Composition non-composition
Caricato da Pavillon-Arsenal. - Guarda video esclusivi per il web
Jacques Lucan, invitato a tenere una conferenza al Pavillon de l'Arsenal di Parigi, insegna all'EPF di Losanna. Nel suo ultimo libro, "Composition, non-composition, Architecture et théories, XIX-XX siècles" Lucan legge trasversalmente la convergenza verso la quale vertono alcune delle ricerche architettoniche contemporanee. E in particolare parla di oggettività e simbolo.
Già negli anni '90 si parla di una nuova oggettività, o meglio oggettivizzazione dell'architettura, che cede il passo al funzionalismo degli anni '20 e '30 verso un cosiddetto contestualismo letterale, che estremizza il concetto di site specific. L'edificio cioè si installa nella parcella riproducendone, come per pura estrusione, l'andamento perimetrale, cercando in questo,e non nel con-testo urbano,la sua legittimazione. Elevand ad archetipo di questo modo di procedere il Flat Iron Building, che, pur nascendo da una scuola di impostazione Beaux-Arts, conteneva già in nuce tutto lo spirito di un'architettura moderna, Koolhaas progetta l'estensione del Parlamento Olandese in forma di una strana chitarra, che ricalca il lotto assegnato.

E' la ricerca di significato come oggetto monolitico, come scultura senza simbolo.
Non più quindi la papera venturiana, ma una costruzione omogenea.

Se il modernismo e tutto ciò che ne fu conseguenza, persistevano in un paradosso di fondo, cioè la ricerca di un equilibrio tra parti di un'unità rotta per ipotesi iniziale, la ricerca di omogeneità procede non secondo il concetto di composizione ma di tensione della forma. Tutta la superficie ha pari dignità all'interno dell'opera, e solo la tensione interna può muoverla. (Composizione Unista, W.Strzeminski, 1934)

Ora, fuori entrambi questi ragionamenti si pone, secondo me, il nuovo showroom Vitra, a Weil-am-Rhein, di Herzog e De Meuron. Risultato di due gesti quasi primitivi dell'architettura, l'estrusione nuda e pura di un segno altamente simbolico e iniziale, infantile, una casetta, e la composizione apparentemente casuale e ludica degli elementi seriali che ne conseguono. Un progetto iperbolico e ironico, che simula la sua deformazione come se fosse il plastico di se stessa.

Un progetto comunque limite, ma di conclusione o di apertura ad una nuova architettura?

sabato 13 marzo 2010

CONTO ARANCIO_L'AFFISSIONE TOTALE

Il fermo immagine è estrapolato dalla nuova campagna pubblicitaria ING Direct firmata Leo Burnett . L'interesse di una tale affissione a scala reale è il suo carattere metapubblicitario. Si tratta cioè di un sistema di comunicazione che sfrutta una forma di "risonanza comunicativa" propria del linguaggio pubblicitario, in questo caso sia interna, cioè confinata entro il tempo e lo spazio della sequenza visiva dello spot, sia esterna, rimandando a forme di pubblicità parallele al messaggio televisivo. Un sistema, insomma, in cui convivono sullo stesso piano e simultaneamente tutte le forme di pubblicità, intessendo relazioni incrociate e a più livelli, ma soprattutto uscendo dal quandro confinato dell'affissione per rimandare a forme esterne ed eterogenee di comunicazione dello stesso messaggio. Convivono come in un ipertesto animato il sito internet, il numero verde, il logo, l'affissione e il passaparola, primitivo e ritrovato veicolo di informazione. Ed è proprio la presenza fisica delle persone a permettere la risonanza esterna di tali mezzi espressivi, come anello di connessione tra messa in scena e reale.
Non è un caso che un discorso rifondativo sul mezzo pubblicitario arrivi da una banca on-line, che non ha ne spazi fisici ne tempi convenzionali in cui instaurare un legame con i propri fruitori. Lo spazio e il tempo di un prodotto del genere sono completamente dettati dal cliente, che diventa egli stesso mezzo principe della comunicazione dell'azienda.

martedì 9 marzo 2010

PROLUSIONE_SUPPORTO_NOTE AD UN'INSTALLAZIONE CHE NON C'E



supporto
(meno com. sopporto) s.m. 1. Organo, dispositivo o elemento avente lo scopo di sostenere altri, fissandone nello stesso tempo rigidamente la posizione estens. Base, appoggio, sostegno part. Nei di trattamento automatico delle informazioni, qualsiasi mezzo fisico sul quale vengono registrati i dati da elaborare (schede meccanografiche, bande perforate, nastri o dischi magnetici, ecc.) - Superficie destinata ad accogliere una pittura: i pittori del Medioevo usavano supporti di legno - Pezzo di cartone sul quale si montano fotografie, acqueforti e simili - Vetro, celluloide o carta su cui è distesa l'emulsione fotografica. 2. fig. Ausilio o sussidio tecnologico ad alcune attività ( per es. l'insegnamento): s. audiovisivi. ( Dal fr. support, der. di supporter "sopportare, sostenere", che è dal lat. supportare "sopportare")
da Il dizionario della lingua italiana, G. Devoto, G.C. Oli
Le Monnier, Edizione speciale UTET, Firenze 1992


Questa riflessione sul concetto di supporto nasce in realtà da un'osservazione distratta e forse in un secondo tempo forzata dell'immagine che compare all' inizio del post. Indubbiamente da un mio "buco nero", il Museo Ebraico di Berlino di Libeskind.
Avendo scambiato quei modelli stilizzati di visi umani per bobine cinematografiche, probabilmente risalenti agli anni '30 o '40 e accatastate in un percorso espositivo che fa dell'oggetto esposto il supporto della visita (o almeno così la mia visualizzazione a scorrimento della lezione mi aveva fatto credere), ho avvertito un senso di ambiguità multiplo e diffuso.
Quello che mi immaginavo come un oggetto che attraverso una reazione fisico-chimica diventava un primitivo supporto di memorizzazione ( è interessante in questa definizione notare l'uso indistinto dei termini dato e informazione) era in realtà un supporto di memoria collettiva e a sua volta supporto fisico del calpestio di una umanità in visita. Insomma forse in fin dei conti un apparecchio inutile e calpestabile. O, più positivamente, attraversabile? Un dispositivo avente lo scopo di sostenere?
C'è un senso di peso, di carico, ma allo stesso tempo di intangibilità in questo supporto. E di marginalità anche, se si vuole dare la definizione del '92 del Devoto Oli - (2. fig. Ausilio o sussidio tecnologico ad alcune attività ( per es. l'insegnamento): s. audiovisivi)...insomma un utensile.
Ma posto che la mia era un'ipotesi fittizia e priva di fondamento, resta la questione. E resta l'ambiguità. In senso più ristretto, il supporto elettronico odierno fa del binomio pesantezza-leggerezza il suo motivo di esistere. Si ragiona in termini di grandezza e pesantezza del file, registrato su apparecchiature sempre più piccole in cui esiste una nuova convenzione di materia e spazio. Si potrebbe dire che il rapporto tra materia e spazio tende storicamente a diventare inversamente proporzionale, e a portare ad un uso più "natatorio" della tecnologia.